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Visualizzazione dei post da gennaio, 2022

Tajine di zucca con boulgour

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- 8 fette di zucca - 300 gr. di pomodori pelati - 250 gr. di boulgour - 1 cipolla di Roscoff - 1 cucchiaino di zenzero grattugiato - 1 cucchiaio di miele di timo - 1 e 1\2 cucchiaini di salsa harissa - 2 spicchi d'aglio - 1 stecca di cannella - 1 cucchiaio scarso di ras el hanout - 50 gr. di ribes rosso - Scorza di 2/3 di limone - Dello skyr - Olio evo e sale qb. Tagliare la zucca a metà, eliminare il suo interno e ricavare 8 fette non troppo fini, con la buccia. Pulire la cipolla e l'aglio, frullarli finemente assieme allo zenzero privato della sua buccia. Utilizzare un'ampia padella e far andare per poco il trito in olio; incorporare quindi il ribes, ras el hanout e la stecca di cannella aggiungendo poca acqua; proseguire per 2 minuti. Porre i pelati in padella, schiacciandoli, assieme all'harissa, al miele di timo, a della scorza grattugiata di limone e allungare con altra acqua. Adagiare le fette di zucca e regolare di sale. La cottura dovrà proseguire a fiamma medi

Le strutture del gusto: la cucina buona da pensare

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Et questi tali maccharoni vogliono bollire per spatio de doi hore. Libro de arte coquinaria, Maestro Martino da Como, ca. 1465. Alle volte mi trovo a dover spiegare cosa significhi "struttura del gusto" in cucina, in riferimento ai modi di elaborare una ricetta in base all'approccio mentale e culturale delle persone in un dato periodo storico, ancor prima di considerare le evidenti valutazioni soggettive, sfuggevoli, relative al gusto inteso in senso stretto.  Per le pratiche di cucina e per la coeva narrazione trattatistica la metà del Quattrocento rappresentò un punto di svolta cruciale, una trasformazione/rimodulazione sul '300, un rinnovarsi senza precedenti. In un contesto politico maggiormente propizio ecco i doni del fulgore artistico di questa parte del Rinascimento: pensiamo per esempio a Poliziano e Boiardo in letteratura, la pittura di Bellini e Uccello, Ghiberti e Donatello nella scultura, Brunelleschi.  Clima culturale di ampio respiro e vitalità li ritro

In principio furono i ricettari: dagli apporti della tradizione araba a Maestro Martino da Como. Prima parte

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E' ampiamente noto come il celebre apiciano De re coquinaria rappresenti il primissimo testo di cucina dell'antichità, narrazione di una società aristocratica desiderosa di strutturare i piatti nobilitandoli, dove i condimenta , il largo uso di spezie ed odori la facevano letteralmente da padrone. Pensiamo al profluvio di cumino, cardamomo, zenzero, zafferano, malabatro, silfio e pepe, alcuni di essi adoperati anche per dolcificare o imbellire i vini; pensiamo al celebre garum, onnipresente salsa speziata a base di interiora di pesce. Raccolta di una pluralità di testi, l'Apicio dimostra di essere una pregevole summa degli usi e dei costumi gastronomici di oltre tre secoli, intercorsi dalla fine dell'età repubblicana fino alla divisione dell'impero romano. Come ci palesano gli studi condotti negli ultimi 40 anni, un evidente punto di svolta nella narrazione delle pratiche di cucina lo possiamo rintracciare tra il XIV ed il XVI secolo, quando, con il costituirsi in

Crema di broccolo romanesco con formaggio di fossa e pinoli. Pane di segale integrale saltato con rosmarino

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- 500 gr. circa di broccolo romanesco - 1 patata grande - 200 ml. circa di brodo vegetale - 80 gr. di formaggio di fossa - Dei pinoli - 1\2 cipolla bionda - 3 fette di pane di segale integrale - Un rametto di rosmarino - Del burro - Olio, sale e pepe qb Tagliare il pane di segale a dadini e saltarlo per pochi minuti in padella con del burro e del rosmarino, aggiustare con poco sale e pepe. Pulire accuratamente il broccolo romanesco, ricavando le sue cimette. Far appassire un trito fine di cipolla in olio, unire le cimette e rosolarle per qualche minuto; aggiungere la patata sbucciata e tagliata a tocchetti, andare per poco. Coprire il tutto con il brodo vegetale, coperchiare e proseguire la cottura a fiamma media per una mezz'ora. Ridurre a crema le verdure con il mixer ad immersione, regolare di sale, pepe ed olio; sporzionare grattugiando del formaggio di fossa, aggiungere i pinoli ed il pane di segale.

Gnocchi di patate vitelotte con fonduta di Blue Stilton ed aneto. Granella di nocciole di Giffoni e scorza di cedro

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- 1 kg. di patate vitelotte - 220 gr. di farina di semola rimacinata - 2 uova - Dell'aneto essiccato - 200 gr. di Blue Stilton - 2 cucchiai circa di latte intero - Delle nocciole di Giffoni - Della scorza di cedro - Sale e pepe qb. Passare sotto l'acqua corrente le patate vitelotte, lessarle per circa 25 minuti in acqua non salata, scolarle ed attendere un poco. Sbucciarle e passarle ancora calde allo schiacciapatate facendole cadere sulla spianatoia, distanziarle per farle raffreddare. Disporre la purea a fontana e porre le due uova, aggiungere anche la farina di semola. Lavorare il tutto il più velocemente possibile fino ad ottenere un impasto piuttosto omogeneo. Staccare dei pezzi e modellare dei cordoncini cilindrici dal diametro di circa 2 cm, tagliarli in pezzetti di circa 1,5 cm, quindi, se a disposizione, passare tutti gli gnocchi sul riga gnocchi. Tritare grezzamente delle nocciole di Giffoni. Togliere la crosta al formaggio Blue Stilton e farlo fondere dolcemente sul

Alimentazione templare tra precettorie d'Oriente e d'Occidente #2

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Verso la fine del 1200, durante la sua massima espansione in Oriente, l'Ordine Templare possedeva in quei territori circa 18 grandi fortezze, ognuna dotata di specifiche funzionali guarnigioni. Le ingenti somme ed i beni che arrivavano da Occidente in Oltremare permettevano di mantenere nel tempo la funzionalità di castelli e di strutture, tutti assai inaccessibili. Essi servivano a proteggere i territori circostanti dagli attacchi degli infedeli ed erano ovviamente situati in alcuni luoghi strategici, come le valli dell'entroterra, di modo da poter anche efficacemente controllare le arterie viarie che conducevano verso le ricche città. Per poter esercitare un controllo capillare sul territorio, partendo da queste strutture principali, i cavalieri dominavano con facilità una serie di strutture e fortificazioni minori, dotate di casali, mulini, vigne, oliveti e terre sottoposte ad arboricoltura con estese piantagioni di cedri.  Nella parte occidentale dell'Europa si calcola