Oltre il cibo: i banchetti ed i simposi nella cultura etrusca

Dallo studio delle numerose raffigurazioni pittoriche giunteci, riguardanti i banchetti cerimoniali, si desume quanto essi fossero pregni di significati sociali ed ideologici, non solo collegati all'aspetto gastronomico. Allargando il concetto di deipnos, da banchetti per la mera consumazione del cibo, si passa a dei veri e propri simposi, dove si proponevano argomenti di interesse comune; si tracannava il vino, allietandosi con la presenza di musici e danzatori.

Ma abbiamo a disposizione letture maggiormente descrittive. Nelle lastre architettoniche con scena di banchetto che decoravano il palazzo di Poggio Civitate-Murlo (Siena, 575-550 a.C.), al disotto dei letti tricliniari con coppie di banchettanti rappresentati nell'atto di brindare e di ascoltare musica, sono collocate delle trapezae imbandite con piatti e ciotole.

Una più attenta e specifica analisi visiva delle suddette scene di banchetti ci porta a dedurre il consumo di probabili frutti, uova o piccole focaccine, in relazione alla presenza di elementi sferici e ovoidali siti all'interno di diverse ciotole raffigurate; questo aspetto però è fonte di dibattito, vista la molteplice lettura che offrono questi elementi figurativi.

Nella Tomba degli Scudi di Tarquinia, ci troviamo indicativamente intorno alla seconda metà del IV secolo a.C., le due coppie di banchettanti raffigurati, il titolare della tomba, con moglie e genitori, hanno davanti a loro una tavola apparecchiata dove è possibile distinguere (qui in maniera più netta) dei grappoli d'uva, dei pani, mucchietti di piccole focacce e frutti.

Come sempre accade ci vengono in aiuto i reperti archeologici: ecco la presenza di numerosi utensili per la preparazione e cottura dei cibi nei banchetti, come spiedi, fornelli, foculi, contenitori vari, graticole, pentole multifunzionali, addirittura grattugie per il formaggio; esigenti, gli Etruschi: non mancano colini e filtri per il vino, coltelli per la carne variamente modellati, pestelli e mortai. Dove? Molti di questi utensili sono rintracciabili anche negli stucchi della Tomba dei Rilievi a Cerveteri, ma qui si vola altissimo: l'intendimento è quello di rappresentare l'interno di una lussuosa dimora aristocratica del IV secolo a.C.

E poi c'è il non plus ultra: ci trasferiamo presso Orvieto e precisamente alla Tomba Golini I, prima metà del IV secolo a.C.. Qui si trovano impressionanti rappresentazioni di banchetti, comprese le varie fasi di preparazione. la tomba, appartenente ad una ricca famiglia aristocratica rurale, è così strutturata: il vano tombale è diviso in due parti da un tramezzo, a destra la raffigurazione del sontuoso banchetto, alla presenza di Ade e Persefone, con l'evidente intento di proiettare l'evento cerimoniale nell'aldilà. Nella metà di sinistra sono esplicitate le varie fasi di preparazione ed allestimento del tutto. Nella parete di ingresso troviamo raffigurati degli animali macellati, pronti per essere cotti, che pendono da uncini in una zona all'aperto: precisamente un bue squartato nella sua interezza, un capriolo, dei piccoli volatili, selvaggina varia. Sulla parete sinistra della Tomba Golini I un personaggio recide la carne con una serie di scure, mentre notiamo la presenza di quattro tavole imbandite, pronte per essere allocate nella sala del banchetto: vediamo delle focacce, in mucchietti da due porzioni, uova, grappoli d'uva e melagrane al centro delle tavole. Un musico allieta il lavoro suonando un doppio flauto: ecco rivolgersi ad un uomo intento a pestare delle verdure in un mortaio dotato di beccuccio. Questa particolare scena ci testimonia la centralità dell'uso di alcuni particolari condimenti, adoperati per accompagnare la carne: si pestavano legumi, semi, cereali ed, appunto, erbe di varia natura (vedi Apicio). Nella parete di fondo della Tomba Golini troviamo un uomo intento a porre sul fuoco una sorta di padella, sotto lo sguardi severo di un compagno che sembra sovrintendere a tutta la complessa organizzazione del banchetto. Infine, sulla parete del tramezzo, vediamo raffigurati altri personaggi indaffarati attorno ad una tavola, con vasi di ogni tipo e dimensioni: ed ecco una sostanza giallastra contenuta in alcuni di essi, una sorta di puls.

L'estrema accuratezza nella preparazione del banchetto e la grande varietà di cibi e bevande servivano ad onorare, assieme ai proprietari della tomba, antenati e ospiti illustri, i sopra citati Ade e Persefone.

Tomba Golini I




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